Non sono eterno, sono un uomo, una parte del tutto, come l’ora lo è del giorno. Devo sopraggiungere come l’ora e passare come l’ora.
Epitteto

Tutto nella vita è transitorio. Tutte le cose sono transitorie.
Impara a godere di ciò che hai finché ce l’hai. Se non accadrà nulla a porvi fine, sarà sicuramente la tua morte prima o poi a farlo.

Non esiste nulla che temiamo più della nostra morte. Per gli stoici si tratta di una paura irrazionale. Secondo loro si tratta di una paura infondata e la definiscono una superstizione dei viventi“.

A causa di questa paura, evitiamo fermamente di contemplare e pensare alla nostra morte.
Partiamo dall’assunto che agli altri può accadere, ma a noi no. Ci consideriamo esseri immortali, ma non lo siamo. Ciò che accade agli altri può accadere anche a noi.

Cominciamo a morire dall’istante in cui nasciamo, un giorno dopo l’altro, non solo alla fine. Il nostro corpo non è più quello che nostra madre ci ha donato. Nessuno è colui che era ieri. Comprenderlo rende più facile prendere consapevolezza che non possiamo frenare la vita più di quanto si possano frenare le acque di un torrente in piena.

Non siamo in grado di sapere quanto tempo ancora ci resta da vivere e non siamo noi a decidere quando dobbiamo passare a miglior vita. Abbiamo solo una facoltà che possiamo esercitare: decidere come vogliamo vivere nel momento presente, hic et nunc. Gli stoici ci dicono che per ottenere il massimo dalla vita, dobbiamo vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo.

Marco Aurelio lo riporta nei suoi Pensieri:

Come se fossi già morto e il corso della tua vita si fosse compiuto ora, vivi seguendo la natura del tempo che ti rimane come un di più.

Vivere se come se fosse il nostro ultimo giorno non significa adottare uno stile di vita frivolo fatto di droga, alcol, gioco d’azzardo e cose simili, ma significa riflettere periodicamente sul fatto che siamo esseri mortali, e non vivremo per sempre. Come dice Epitteto: “come un’ora del giorno, passerai“.

L’obiettivo non è necessariamente cambiare quello che fai, ma il tuo stato d’animo.
Contemplare la tua morte non ti deprimerà, anzi, farà aumentare la tua gioia di vivere. Tornerà a tuo vantaggio. Non darai più per scontate le piccole cose e le apprezzerai molto di più. Assaporerai ogni singolo momento. Perché sei ben consapevole che non ti sono state concesse all’infinito.

Contemplare la tua morte ti aiuta a smettere di compiere scelte casuali e di perdere tempo in sciocchezze. Diventi più consapevole di come vuoi occupare il tuo tempo. Ti fa concentrare su ciò che è veramente importante: chi vuoi essere o diventare in questo mondo.

Ti aiuta a vivere con areté, indipendentemente da quello che ti sei perso fino a oggi. 
La vita è adesso, e di scuro vorrai trarne il meglio esprimendo il tuo io più nobile in ogni momento.

Gli antichi romani utilizzavano un’espressione particolare in proposito: Memento mori.
Tienilo sempre a mente, e non solo apprezzerai di più la tua vita e i tuoi cari, ma riuscirai anche a trarre molto più profitto dalle tue giornate.

Marco Aurelio consiglia di ricordarcelo ogni mattina:

Quando ti alzi la mattina, pensa a quale prezioso privilegio sia essere vivi: respirare, pensare, godere, amare.

Bibliografia:
– Pensieri di Marco Aurelio
– Enchiridion di Epitteto
– Il piccolo libro dello Stoicismo. Saggezza senza tempo per acquisire calma e fiducia di Jonas Salzgeber

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Commenti di: Memento mori: perché devi contemplare la tua morte

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